Auguri e grazie a Beniamino Zuncheddu
Caro Beniamino, auguri a te. E a tutti quelli - e sono molte migliaia - vittime della mala giustizia.
Auguri a te, che hai trascorso da innocente in carcere 33 capodanni.
Auguri a te, che hai vissuto in mezzo a topi e blatte 33 lunghissimi anni senza colpa alcuna.
Auguri a tutti i Beniamino Zuncheddu che marciscono o hanno marcito in prigione.
Ieri ci hai fatto un grande dono, Beniamino.
La legge di iniziativa popolare che in 50.000 sardi abbiamo firmato convintamente è arrivata in Parlamento.
Mi appello ai parlamentari sardi e non sardi: date giustizia ai giusti.
Come prima legge approvate la legge Zuncheddu, che prevede la provvisionale sul risarcimento di chi ha patito ingiustamente il carcere.
Oggi Beniamino vive grazie al buon cuore di sua sorella e di suo cognato.
Ma questa non è giustizia.
Chi è stato privata della sua libertà senza colpa non può essere trattato peggio di un cane.
Beniamino in prigione ha perso tutto, eccetto la dignità
Ha perso la giovinezza, la salute, il suo patrimonio, una famiglia sua.
E' uscito come uno straccio dal carcere: vecchio, senza una moglie e dei figli che lo attendessero a casa, malato e senza un soldo.
Questa è la più urgente delle leggi.
Dare a ciascuno non il suo (è un danno non calcolabile) ma almeno un piccolo pezzo di quanto gli è stato portato via.
E far pagare a ciascuno il suo. Senza pietà. Perché chi ha sbattuto in carcere un innocente pietà non ne aveva.
Chi lo ha trattato peggio di un cane per 33 anni pietà non ne aveva.
Perché se metti un cane in una cuccia piena di blatte e topi ti arrestano.
Zuncheddu ha vissuto per 33 anni in mezzo a blatte e topi.
E ci sono decine di migliaia di Zuncheddu in quelle condizioni.
Date giustizia ai giusti.
Commenti in evidenza
Grazie Antonangelo. Che Beniamino Zuncheddu fosse innocente aveva la certezza l'intera comunità di Burcei e chiunque avesse analizzato il caso. La Giustizia italiana montò su di lui, un giovane buono e indifeso, la figura perfetta per chiudere velocemente e misteriosamente, il caso. E' la storia di una vendetta della Giustizia italiana, della sua mano pesante contro la società pastorale sarda. Se prima del giudizio dei Tribunali italiani, fosse stata ascoltata la comunità, come i nostri codici di Giustizia prevedevano, quell'innocente non sarebbe stato sacrificato su quell'altare. Torniamo allo scontro tra il Codice barbaricino e quello della Giustizia Italiana, forse mai perdonato alla nostra società pastorale. Auguri speciali a te, caro Antò e a Beniamino, che il 2026 sia carico in primis di Salute. Auguri belli a tutti.