L'angoscia per i figli lontani
Non so mai quando chiamare mia figlia.
Vive a Milano ma lavora fra Amsterdam, Londra e Parigi.
Parte il martedì col primo volo e torna giovedì con l'ultimo.
A Milano, però, non a Desulo.
Io sono figlio di pastori transumanti e la transumanza è nel mio sangue.
Così, donandole gli studi migliori nelle migliori università, le ho instillato il senso della transumanza intellettuale ed economica più avanzata.
E lei è transumante, portandosi nel palmare le sue pecore.
Ma io non so mai quando chiamarla.
Ha riunioni di lavoro, e cene di lavoro.
Poi il fine settimana deve stare con suo figlio, con suo marito e mica posso disturbarla così, per chiederle come sta.
Abbiamo dato ai figli le migliori opportunità e se le sono prese cercando il pane migliore lontano da casa.
Non abbiamo però insegnato loro che non esiste pane più buono di quello di grano.
E' vero.
Le sue radici la spingono ogni sabato a farsi il cicci di Desulo nel suo attico milanese. A fare i culurgiones e i ravioli. A condirsi la purpuza.
Manda i video col bambino e il marito continentale che la aiutano.
E io non so mai quando chiamarla per non disturbare.
Cammino sconsolato nella mia grande casa vuota.
Attendendo il giorno in cui tornerà mio nipotino per metterla in disordine.
E per dirmi "mannoi, giogas?"
Commenti in evidenza
Come la capisco... mia figlia è andata a studiare nel continente a 19 anni e da allora viene solo per le vacanze. Come sua figlia ha girato tanto per lavoro per poi fermarsi a Copenaghen dove vive con il marito e la bambina di poco più di un anno. Piano piano le vacanze in Sardegna sono diminuite, vengono sostituite con le settimane bianche, con gli weekend in castelli inglesi per rilassarsi, in Sardegna d'estate fa troppo caldo e non sempre è piacevole.. mi manca, ma mi manca ancora di più la nipotina. Quasi ogni giorno mi fa una videochiamata e posso chiacchierare con la bambina che comincia a riconoscermi. La soluzione è che se la montagna non va da Maometto, Maometto va dalla montagna... ed io anche se con un pò di paura ogni paio di mesi affronto il viaggio della speranza e vado a stare lì una decina di giorni. Affronto il freddo polare e sto con la mia adorata nipotina. Spesso rientro malata perché il mio sistema immunitario è sotto i piedi ma vado, vado perché la nipotina è come una calamita... Lei ha la figlia a Milano, capisco che non sta molto bene, ma quando sta un pochino bene dovrebbe prendere il primo aereo e andare anche se solo per due giorni e stare con il nipotino... i figli non hanno bisogno di noi ma noi abbiamo bisogno dei nipoti perché ci danno la forza di affrontare tutto... buona giornata, le auguro di stare bene 😊