I cittadini di Ottana hanno dato fiducia al sindaco Franco Saba votandolo nuovamente a larghissima maggioranza per un secondo mandato pur essendo agli arresti domiciliari per aver chiesto un posto di lavoro a un'impresa per un consigliere comunale disoccupato.
E lui, essendo stato eletto dal suo popolo, ha fatto ciò che la legge gli imponeva: ha nominato tramite pec gli assessori.
Questo gesto obbligatorio ha però violato una disposizione del giudice che gli imponeva il divieto assoluto di comunicazione con l'esterno.
E ciò gli ha comportato un nuovo reato che aggrava la sua posizione e rende possibile il suo trasferimento in carcere.
Nominare la giunta comunale obbedendo a un obbligo legislativo può essere considerata comunicazione con l'esterno?
Conta più la disposizione di un giudice o la volontà popolare?
Commenti in evidenza
Al di là di cosa possa dire il codice penale nella vita esiste la regola del buon senso che dovrebbe valere più di ogni legge.
In questo caso il giudice ha dimostrato di conoscere sì il codice penale ma per niente la regola del buon senso.
La comunità di Ottana con il voto popolare ha ritenuto dotarsi di una propria amministrazione comunale preferendola ad una nomina antidemocratica calata dall’alto.
Certi commenti letti allo scritto di Antonangelo avrebbero potuto avere un senso se il sindaco di Ottana fosse stato già condannato invece che io sappia e’ solo indagato.
Il giudice proprio per dimostrare di possedere il lume del buon senso da subito a Franco Saba dietro stretta sorveglianza delle forze dell’ordine avrebbe dovuto concedere l’autorizzazione al poter interloquire con una rappresentanza degli eletti.